Benvenuti a tutte e tutti. Porto agli ospiti e a voi il saluto della associazione cultura libera che ha organizzato la rassegna dal titolo CONFINI di cui questo è il secondo incontro.
Leggerò il mio discorso introduttivo in modo da essere sicura di stare nei tre minuti che ci siamo imposti.
Il titolo della rassegna è arrivato alla mente ragionando sulla esperienza del covid che ci ha brutalmente messi di fronti ai confini fra la nostra sbadataggine e la materia in cui siamo immersi e che spesso ignoriamo o sottovalutiamo.
Ci siamo accorti che la vita è fatta di continui confini, cioè luoghi della mente e momenti in cui per eventi personali, o per eventi collettivi, o nella ricerca scientifica, o nell’evolversi della nostra visione delle cose, ci troviamo davanti a qualcosa di assolutamente nuovo e dobbiamo fare una scelta: ci possiamo fermare, pressati dalla paura dell’ignoto, e decidere di restare là dove ci pare che il paesaggio sia noto e rassicurante, rinunciando ad andare a vedere cosa c’è oltre. Oppure decidiamo di superare la paura dell’ignoto e andare oltre. Nel primo incontro ci siamo dedicati all’intelligenza artificiale, oggi ci dedicheremo alla ricerca genetica. Abbiamo con noi due ospiti d’eccezione che ringrazio per la loro disponibilità e per la passione con cui svolgono il loro lavoro di ricercatori. Nella locandina proiettata vedete una breve descrizione di ciò che fanno. Abbiamo dovuto sintetizzare moltissimo, ma vi prego di portare l’attenzione in particolare al fatto che entrambi fanno parte della commissione etica della fondazione Veronesi. A me pare un elemento che mostra come gli scienziati di oggi, sulla via tracciata dal miglior pensiero scientifico fin dagli albori, si pongono in una dimensione che direi filosofica, cioè escono dai laboratori, creano un ponte con la società e si interrogano sulle ricadute che la loro ricerca ha per tutti noi. Non credo sia un caso che possiamo ritrovare gli scienziati che seguono questa via, nel movimento science for peace. Non mi dilungo e passo la parola a Paolo Vitale, biologo, divulgatore e insegnante al liceo scientifico Copernico, che farà il coordinatore. Grazie ancora agli ospiti.
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