Il 28 febbraio u.s. si è svolto, presso la sala di lettura di via Campo Marte, il terzo evento della rassegna CONFINI, organizzata dalla nostra Associazione. Vi riporto il discorso di introduzione di Adelaide Baldo.
Buongiorno a tutte e tutti a nome della associazione Cultura Libera che ha organizzato il ciclo CONFINI. Questo è il terzo incontro e forse molte persone si saranno stupite che, dopo un incontro sulla intelligenza artificiale e uno sulla ricerca genetica, trattati in modo rigorosamente scientifico, sia stato previsto un incontro sullo SPAZIO DEL SACRO.
Cultura Libera ha voluto indagare quei luoghi di confine nei quali è frequente imbattersi, anzi, possiamo dire che i confini sono il pane quotidiano della vita. Li troviamo ogni volta che una situazione (nella vita privata, nella ricerca scientifica, nella evoluzione di sé, nelle grandi scelte economiche e sociali) ci mette di fronte a qualcosa di nuovo e sconosciuto che obbliga a chiedersi se abbiamo il coraggio di procedere, andando a conoscere ciò che fino a quel momento era sconosciuto, oppure preferiamo restare in ciò che è noto e rassicurante, rinunciando a nuove possibilità, le quali porteranno ad altri confini e riproporranno questo passaggio e così via.
Visto in questa prospettiva, non poteva mancare un incontro dedicato al sacro. La nostra intenzione è quella di chiarire innanzi tutto cosa sia IL SACRO. Vorremmo anche capire se sia qualcosa che fa parte esclusivamente dalle pratiche religiose, oppure se sia una funzione della mente, non necessariamente legata a un credo religioso.
Anche le neuroscienze si sono dedicate al tema del sacro, proprio per capire se è una sovrastruttura culturale o se è il frutto fisiologico dei processi neuronali che, come tante altre cose, danno poi vita al pensiero, la cultura, l’arte; a una più ricca lettura della realtà e di sé stessi.
L’incontro di oggi prende avvio da un libro di recente pubblicazione “Quel che resta del sacro”, ed. Mimesis, sul quale si possono leggere vari interventi di studiosi che provengono da differenti discipline; tutto in un clima che definirei laico, nel senso che il metodo usato è l’ascolto reciproco senza pregiudizi; un dialogo alla ricerca di ciò che unisce, rispettando le differenze.
In questo libro sono contenuti un intervento di Walter Minella che è anche fra i curatori del libro, filosofo, di Pavia; Lucia Vantini, teologa e attuale presidente dell’associazione delle teologhe italiane, nonché membro di DIOTIMA, gruppo di filosofe con sede a Verona, anch’essa autrice di svariati libri in cui si intrecciano temi filosofici e temi religiosi con uno sguardo sempre attento all’antropologia; Marjlena Sandrini, bresciana, facente parte del gruppo di ricerca e prassi femminista Donne Sant’Eufemia, autrice di un libro sulla personale esperienza in merito a una adozione.
Ho un po’ ridotto le presentazioni che richiederebbero molto più tempo; sulla locandina potete leggere altre informazioni sugli ospiti; ulteriori dettagli si trovano cercando nel web.
Ora iniziamo dando la parola a Lucia Vantini.